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Il paese di Desulo

  • DESULO - Museo Etnografico
    "Casa Montanaru"


    INDIRIZZO: via Montanaru - tel.0784/619624 - 619415.
    ORARIO APERTURA: Su appuntamento.
    PREZZO DEL BIGLIETTO: Offerta.
    NUMERO DEI VISITATORI: circa 3000 all’anno
    GESTIONE: Progettazione, ordinamento scientifico a cura dell’Associazione culturale “Amici del museo di Desulo”
    ANNO DI NASCITA: Novembre 1995
    SUPERFICIE DEL MUSEO: 230 mq
    NUMERO DI STANZE: 9 disposte su 3 livelli
    NUMERO DI REPERTI: 2000 pezzi di vario genere. 1500 volumi
    PROVENIENZA DEI REPERTI: Donazioni, Arredi personali di Antioco Casula
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Il Museo
Etnografico
"Casa Montanaru"

Ha sede nella casa del noto poeta Antioco Casula noto "Montanaru". Sono esposti liberamente gli oggetti più rappresentativi dell'economia locale (agro-pastorale-montana) e 1500 volumi che compongono la biblioteca personale del poeta omonimo.

Il Museo Etnografico
"Casa Montanaru " ha un'architettura
in tipico stile desulese, non molto grande e con ambienti interni spaziosi.
Esternamente porta la gronda in legno lavorato e la facciata con
intonaco rustico e qualche
disegno geometrico

ANTIOCO CASULA

Nacque a Desulo nel 1878 e morì nel 1957. É considerato il maggior poeta lirico in lingua sarda.
Dopo aver frequentato due anni di ginnasio a Cagliari e tre nel collegio di Lanusei, abbandonò gli studi e a 18 anni si arruolò come sottufficiale nei carabinieri. In seguito lasciò la vita militare e visse modestamente a Desulo, prima come ufficiale postale e poi come insegnante.
Nel 1909 si sposò e nacquero due figli. La serenità familiare fu di breve durata: nel 1914 morì il figlio maggiore e due anni dopo perse anche la giovane moglie, colpita da un male incurabile.
Si dedicò alla scrittura di poesie in lingua sarda già in giovane età, diventando amico fraterno di molti intellettuali del periodo tra cui Sebastiano Satta, Francesco Ciusa, Giuseppe Dessì.
Nel 1925 a Milano, rappresentò la Sardegna al primo congresso nazionale dei dialetti d’Italia.
Fra le opere pubblicate in lingua sarda si ricordano i 4 volumi di poesia: Boghes de Barbagia (Voci di Barbagia) nel 1904, Canticos d’Ennargentu (Canti del Gennargentu) nel 1922, Sos cantos de sa solitudine (I canti della solitudine) nel 1934 e Sa Lantia (La lampada) nel 1950.
Dopo la pubblicazione della raccolta di poesie Canticos d’Ennargentu venne considerato da tutti i critici come uno dei maggiori poeti sardi.


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